IL CISP E L’EMERGENZA SIRIA E RIFUGIATI SIRIANI

Nel 2013 il CISP si è mobilitato massicciamente nella risposta alla emergenza umanitaria derivante dal conflitto in Siria.

In Libano – dove il CISP lavora dal 1996 – il CISP ha realizzato numerosi interventi di assistenza ai rifugiati siriani,  nel quadro della risposta internazionale coordinata dalle Nazioni Unite. Gli  interventi del CISP sono finanziati principalmente da UNHCR, UNICEF, OCHA e Cooperazione Italiana e sono rivolti ai rifugiati siriani ma anche a favore delle comunità libanesi ospitanti.

Nel 2013 l’emergenza rifugiati siriani in Libano è esplosa violentemente: basti pensare che nell’arco di 12 mesi, da gennaio a dicembre 2013,  il numero di rifugiati siriani in Libano, solo quelli  registrati o in attesa di registrazione, è passato da 175.000 a 860.000

Il Libano è un paese di ca. 4 milioni di abitanti. E’ facile immaginare cosa significhi per un paese con  4 milioni una presenza (Maggio 2014) di più di 1 milione di profughi, peraltro concentrati  nelle zone più povere del paese, come il Nord, la Bekaa e il Sud.  In  queste zone le infrastrutture e i servizi di base (acqua, fognature, sanità, scuole) erano già carenti prima della crisi  e la crescita a dismisura della popolazione per l’influsso massiccio di profughi ha provocato quasi il collasso delle già fragili infrastrutture, con conseguenti rischi e problemi di ordine igienico sanitario, ad esempio per  quel che riguarda la  quantità e qualità dell’acqua disponibile e i sistemi fognari. Di qui gli interventi del CISP nel settore WASH (Water, Sanitation and Hygiene): distribuzione di acqua potabile, di serbatoi per l’acqua, sistemi di clorazione, campagne igienico-sanitarie, ma anche interventi infrastrutturali di rifacimento e potenziamento dei sistemi di distribuzione dell’acqua potabile, pozzi, reti,  ecc.

Un altro problema è quello abitativo. In Libano i profughi siriani  alloggiano, spesso pagando un affitto, in rifugi e abitazioni di fortuna, baracche, edifici non terminati e senza strutture igieniche. Verso la fine del 2013 si sono cominciati a diffondere - e non senza problemi - i cosiddetti ITS (Informal Tented Settlements), ossia insediamenti informali in zone rurali dove i profughi vivono in tende e baracche.  Molti progetti del CISP sono nel settore “Shelter”, per migliorare le condizioni abitative.

Un altro settore critico in cui è impegnato il CISP è quello della scuola e dell’educazione. In Libano (maggio 2014) sono più di 350.000 i bambini e ragazzi  profughi siriani tra i 5 e i 17 anni. Garantire il diritto all’istruzione a questi bambini è una priorità   cui con fatica il già fragile sistema educativo libanese cerca di dare risposta. Interventi di sostegno al sistema educativo sono quindi tra quelli considerati prioritari: riabilitazione di scuole, fornitura di materiali didattici, sostegno economico agli insegnanti e alle scuole, sostegno materiale per la realizzazione di doppi turni per soddisfare la crescente domanda, ecc.

L’impegno del CISP continua, con la consapevolezza che la  situazione umanitaria continuerà a peggiorare in assenza di una soluzione politica della crisi, che è e resta comunque la priorità assoluta.



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